Se vuoi informazioni sui miei lavori contattami! Sarò felice di risponderti!

If you want some info about my craft, drop me an e-mail: I'd be glad to answer it!

gatto_arancione@yahoo.it


venerdì 24 marzo 2017

A Creative Journey - Lady Edith

Ho iniziato con Lady Edith perchè tra tutti era l'abito più semplice. Ho scelto quello bianco del garden party che chiude la prima serie.
Lady Edith è la sorella di mezzo. Non particolarmente carina, non ha nulla della forza di carattere della sorella minore, Lady Sybil, e vive piena di risentimento nei confronti della maggiore, Lady Mary, bella e sicura di sè. Soprattutto nella prima serie è guerra aperta fra le due sorelle. In questo episodio Edith sta sperimentando sulla sua pelle la vendetta di Mary (e devo ammettere che se lo merita).

I started with Lady Edith's dress, as it was the easiest of them all. I chose the white one she wore as she attended the garden party closing serie 1.
Lady Edith is the middle sister. She's not particularly pretty, she's got nothing of the strong mind of Lady Sybil (the youngest) and she lives full of resentment against the oldest one, Lady Mary, beautiful and very self-conscious. In the first serie more than in the others it's an open war between the two sisters. Here, in this episode, she's experimenting how cruel can be Mary's revenge (and I have to say she deserves it).

Siamo nel 1914 e la puntata (insieme alla serie) si chiude appunto con l'annuncio che la Gran Bretagna è in guerra con la Germania.
We're in 1914 and the episode (as well as the first serie) closes announcing that Great Britain is at war with Germany.

Lady Edith - Garden Party Dress
L'abito è semplice, bianco, con una piccola balza a metà della gonna. Colletto stile marinaro ma in pizzo bianco e due piccole ruche di pizzo chiudono le maniche corte. Sottile catenina dorata con appesa una perla bianca.
Cintura sottile in raso rosa, cappello di paglia modello che anticipa la cloche degli anni '20, con decorazione di rose e guanti da giorno di pizzo bianco. Purtroppo non ci sono molte immagini dell'abito. Dovete accontentarvi di queste.
Lady Edith - Garden Party Dress
The dress is very plain, white, with a small bounce at half length of the skirt. Marine-style collar in white lace and two small lace ruches at the edge of the short sleeves. As for the jewellery and accessories, a thin golden necklace with a pearl hanging in the middle.
A thin pink satin belt, a straw hat anticipating the '20s'cloche decorated with a sash and roses and daytime gloves in white lace.
Unfortunately there aren't many pictures of the dress, you'll have to do with these ones.

Lady Edith - Garden Party Dress - side view
Preparazione delle varie parti: la gonna con la piccola balza, il corpetto, collo e cintura.
Preparation of the pieces: skirt, bodice, collar and belt.
Preparing the pieces
Parts of the dress
 Si aggiunge il collo al corpetto
Attaching the collar to the bodice.
Bodice with collar
Prima prova "semi-definitiva": misura ok, lunghezza ok. Mi sento molto orgogliosa.
First semi-final test: the measure is all right and the total length is fine too. I feel very proud.
testing the dress
Ho aggiunto i capelli (forse un po' troppo arancioni, ma quel biondo rossiccio è proprio difficile - in ogni caso dal vivo non sono così fluo come sembra dalla foto), il cappello decorato con nastro rosa e fiori, i guanti di pizzo e la collana.
Adding the final touches
I added the hair (maybe a bit too orange but not as fluo as it appears in the picture... the perfect reddish-blonde shade has been really difficult to find), the hat decorated with a sash and flowers, the necklace and the lace short gloves.
details
Lady Edith

Spero vi sia piaciuto vedere le varie fasi...
Valentina

venerdì 10 marzo 2017

Stallo

Ogni tanto mi capita, ma mai era durata tanto. Una fase di completo stallo creativo. Guardo le cose e vedo il buio. Mi siedo al tavolo con stoffe bottoni e progetti da portare avanti e non concludo niente.
Forse si è esaurita la vena? Non saprei. Sicuramente influisce anche la primavera.

Devo riflettere su come devo considerare questo craft: finora è stato un hobby che mi tiene compagnia, mi occupa le serate (non sono capace di stare seduta con le mani in mano), mi permette di creare cose belle per me e, perchè no, mi ha consentito di guadagnare qualcosina. Però mi sono resa conto, man mano che passava il tempo, che la gente è sempre meno intenzionata a comprare oggetti fatti a mano. Pur forse riconoscendone il valore si rivolgono a uno standard più basso ed economico. Con questo non voglio dire che le cose che creo io siano eccelse e la gente non capisce niente, eh!
Da un lato mi sento dire che se creo un oggetto "per il mercato" ma senza sentirlo, non avrà anima, non so come spiegarlo. Dall'altro, quando creo qualcosa che a me piace molto, mi rende felice nella fase di scelta, progettazione ecc... nessuno lo vuole. Quindi? Sono completamente sfasata.

Forse sarà anche perchè incombe un mercatino che non sento per nulla e che immagino come un totale fallimento (e infatti non riesco a mettermi a realizzare quasi niente.). Continuo a rimandare.
Quando ci penso so che da un lato l'ambizione sarebbe portare avanti una "linea" di oggetti che nascono per facilitarci la vita in viaggio (sempre lì torno, lo so...): anni di fare e disfare la valigia mi hanno portato a selezionare amici indispensabili, leggeri e coordinabili tra loro. Ma poi? Sarà un buco nell'acqua? Vero è che oggi si viaggia molto di più di prima, e le compagnie low cost agevolano, ma obbligano a controllare il peso di quello che ci portiamo dietro. Potrebbe essere uno sbocco intelligente?
Arriverà finalmente l'autunno!

Valentina

venerdì 17 febbraio 2017

A Creative Journey: Downton Abbey Ladies

Adesso che è passato abbastanza tempo e sono finalmente riuscita a "disintossicarmi" dalla macchina da cucire, posso iniziare a mostrarvi il "passo passo" di un mega regalo natalizio fatto a dicembre.
Sia io che mia mamma siamo state fan appassionate della meravigliosa serie Downton Abbey. Splendidi luoghi (North England, of course), splendide atmosfere, splendidi abiti. E attori strepitosi.
Così ho deciso di riprodurre gli abiti delle cinque protagoniste principali: la moglie del conte di Grantham, le tre figlie e la nonna.

The right time has passed, and now I'm ready to show you the "Creative Journey" for the realization of a huge Christmas gift, last december. 
Both my mother and I have been great fans of the beautiful Downton Abbey Series. Spectacular places (North England, of course), splendid moods, splendid garments. And wonderful actors.
So I decided to recreate the dresses of the five main characters: the Countess of Grantham, her three daughters and their grandmother, Her Ladyship the Dowager Countess of Grantham (a great Maggie Smith)

Step 1: decidere tra i tantissimi abiti quelli che rappresentavano meglio ciascun personaggio. Arduo in quanto per alcuni è stato uno strazio fare una scelta tanto sono belli.

Step #1: decide which dresses to make, the ones that represented better each character. Tough task , as they're all so beautiful!
Downton Ladies
 Step 2: "destrutturazione" degli abiti - capire i materiali che mi servivano per ciascuno. Abiti, sotto-abiti, guanti, cappelli ecc...

Step #2: "destructurate" of each outfit. I needed to understand which materials to use. Clothes, under-garments, gloves, hats....

Step 3: raid nel mio negozio di stoffe preferito con l'elenco. Chiaramente essere di fronte a veri tessuti obbliga a fare modifiche ai piani: non c'è stato verso di trovare un tulle color borgogna già ricamato con fiori dorati (in scala!) esattamente abbinabile ad un raso sempre borgogna!

Step#3: raid into my favourite fabric shop with my list. Obvioulsy, being in front of real fabrics has forced me to make changes to the original plans. It was impossible (as I had imagined) to find a burgundy tulle ebroidered with small golden flowers that could match exactly a burgundy satin!

Step 4: preparazione delle basi. Ho scelto il modello di bambola che mi sembrava più adatto (modello "angelo Tilda-con-naso", non il mio preferito ma era perfetto per braccia, gambe e non ha i fianchi troppo accentuati degli altri modelli), tagliato cucito ed imbottito i corpi, cucito un paio di mutandoni per ciascuna. Ciascun paio si abbinerà all'abito grazie a piccoli particolari decorativi.

... preparing the pieces...
Ladies in their undies
Step #4: preparation of the dolls. I chose the doll pattern that seemed the best to me (it's the "Tilda-angel-with-nose" pattern. Not my favourite one, if I have to be honest, but it's perfect for legs and arms and has smaller hips than the other ones). I cut and sewed all the pieces, stuffed them - extremely boring - and then sewed each of them a pair of edwardian-style panties. Each pair to match the dress with some small embellishments.
Ladies in their undies

Ladies in their undies


E via che si parte col divertimento!
And off we go!

Valentina

mercoledì 15 febbraio 2017

Organizing projects: the medium one

Ed eccoci al secondo appuntamento con i miei progetti di Home Organizing. Questo ha previsto  un intervento "professionale": mi mancava la sega (e non la so usare a dire il vero, anche se ho osservato tanto... e osservando in genere imparo), quindi non ho potuto realizzarlo completamente da sola.
L'idea era quella di inserire un piccolo ripiano all'interno dell'armadio, di media profondità, però, in modo da sfruttare meglio gli spazi interni. Soprattutto volevo una soluzione che tenesse separata la mia collezione di sciarpe (adoro le sciarpe): va a finire che sono sempre dietro a tutto e nella fretta prendo la prima che capita! (I know, there are worse problems in the world....)

wardrobe before
wardrobe before - scarves
wardrobe before - mess!
L'armadio è IKEA e visto che dal punto di vista dello sfruttare gli spazi sono geniali, il primo step è stato scartabellare sul sito per vedere se ci fosse un accessorio interno adatto ai miei scopi. E in effetti c'è.

Solo che i quattro "vani" che verrebbero a crearsi sono troppo stretti per maglioni e magliette, mentre sono perfetti per le scarpe - penso siano stati studiati principalmente per le scarpe.
Ho quindi acquistato tre ripiani standard, uno dei quali è stato segato in quattro per creare le "gambe", assemblati e sistemati nell'armadio.

Assembling...
... contemplating the finished shelf...
... in its proper location...
.... just perfect!
 Molto meglio, no??
Adesso i vestiti sono in ordine, le sciarpe sono in ordine, c'è spazio per sistemare jewellery e profumi.... Just terribly perfect!

Yeah, I like it...

Valentina



giovedì 9 febbraio 2017

Freeform sweater and introspection

Il negozio dove ho acquistato la lana l'altro giorno, oltre ad avere degli stupendi filati, aveva in vetrina anche dei capi già realizzati che mi hanno colpito molto. Poncho/mantelline reallizzate con la tecnica del "freeform", che come mi hanno spiegato, consiste nel partire con un filato ed un punto e poi, assolutamente a caso, cambiare gomitolo, cambiare fantasia, cabiare punto.
L'effetto è molto bello.
In effetti è più una tecnica da uncinetto, ma l'uncinetto, come i logaritmi (ci riflettevo qualche giorno fa) non fanno proprio per me.
yarn selection
Arrivata a casa con il mio prezioso tesoro di gomitoli nuovi, inizio a saccheggiare le mie scatole, per abbinare altri filati e provare a fare un gilet con questa tecnica. E poi via!
E mentre faccio una riga dopo l'altra, cambiando gomitolo quando mi va, guardo il lavoro che si sta pian piano componendo e mi viene da pensare: è la "trasposizione su filo" (se mi passate l'immagine) di quello che sono io.
Uno strato dopo l'altro di esperienze e passioni completamente diverse, ma che si amalgamano in modo abbastanza uniforme e mi compongono.
freeform sweater
... io da piccola nell'orto di mio nonno tra piante di pomodori, galline e conigli che gli dico che voglio stare lì sempre e fare la contadina....
... io e i miei vocabolari di latino e greco al liceo.....
... io e i miei gomitoli di lana con cui creo qualcosa dal nulla....
.... io e la passione infinita per le lingue e le culture di popoli lontani.....
.... io e la mia collezione di cartoline con i capolavori di artisti raccolte nei musei di mezzo mondo....
... io e le scatole di perline, pinze e tronchesi per i miei orecchini e braccialetti...
... io e i libri di poesie....
... io che mi sento viva e felice come non mai sul ponte della nave che scivola lentamente lungo il Nilo....
... io e la mia amata biologia, lo studio della macchina perfetta in ogni suo più piccolo meccanismo che è il corpo umano....
... io mentre allestisco il banco per il mio primo mercatino....
... io e le mie scorribande con Mauro su e giù per la Sicilia a  prelevare campioni di acqua o di suolo....
.... io e i miei ragazzi a cui cerco di trasmettere la passione per la conoscenza....
... io che studio e sperimento ricette strane per stupire i miei amici a cena....
... io che sono capace di passare un'intera giornata a ricostruire l'albero genealogico dei sovrani europei del 1500....
... io che di sera, cartina alla mano, metto giù un itinerario di viaggio....
... io e la meraviglia che provo immergendomi in un mare pieno di pesci curiosi che vengono a verificare che tipo di intruso ha varcato la loro soglia di casa....

Quando la ditta per cui lavoravo anni fa ci ha lasciato a casa, ho avuto modo di riflettere su quello che ero e che volevo. Ricordo una chiacchierata illuminante con un collega. Io, angosciata per la prospettiva di perdere il lavoro e le scelte a cui mi trovavo di fronte. Lui, che alla razionalità logica e ordinata tipica dei maschi aggiunge anche quella degli ingegneri. Mi chiede a bruciapelo: "tu senza questo lavoro cosa sei?"
Non ho avuto più dubbi. Io senza quel tipo di lavoro lì sono la somma di tutte le altre parti che mi compongono. Le mie passioni, la mia famiglia, i miei amici, la mia casa, i miei libri, la mia capacità di rimettermi in gioco, magari in altri ambiti, come poi è successo. Il lavoro che avevo mi definiva, come persona, solo in parte (oggi infatti ho un altro lavoro completamente diverso ma non per questo non mi sento più io). E temevo che forse, mettendo da parte tutto il resto per mantenere quel singolo aspetto, avrei perso troppe "facce" della persona che sono.
Poi, chi lo sa:  magari, guardandomi indietro fra trent'anni me ne pentirò.

"A me, se di vecchiezza
la detestata soglia
evitar non impetro, 
quando muti questi occhi all'altrui core,
E lor fia vòto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di questi anni miei? Che di me stesso?
Ahi pentirommi e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro"
(Leopardi, Il Passero Solitario). 


Speriamo di no, eh!
 Valentina

martedì 7 febbraio 2017

Damn, I did it again!

Che cosa avevo detto? Che devo far fuori un sacco di gomitoli, che ne ho troppi, che occupano spazio.....
E' bastato passare di fianco ad un negozio nuovo nuovissimo vicino a casa specializzato in filati e lane... potevo resistere????
L'arancione mi ha fatto impazzire subito e abbinarlo a quel verde oliva è stato un attimo.


What did I say? That I have too many yarns, that I need to downsize my stash collection, that they take way too much room...
It's been enough to pass by a brand new yarn shop close to home..... how could I resist?? The orange one drove me crazy and in a matter of seconds I bought it and the pale olive green too.





Exactly just like this!
Valentina

lunedì 6 febbraio 2017

Organizing projects: the easy one

In genere quando mi guardo intorno per vedere dove migliorare l'organizzazione della casa, la camera da letto viene sempre ignorata. Letto-armadio-comodini. Piuttosto facile, no? Non c'è molto da girarci intorno.
Eppure....
Dietro alle tende, c'è una piccola nicchia in cui è inserito il calorifero. Nel corso degli anni ho "piazzato" lì dietro il cesto in cui riporre gli indumenti da stirare e alcuni cesti in vimini (la camera, a differenza del resto della casa ha qualche tocco etnico-coloniale) che ospitano i lavori fatti tra un mercatino e l'altro.  Misura precisa, come se fossero stati progettati apposta per inserirsi in quella nicchia. E di fianco alla finestra, ecco gli sgabelli, per quando siamo in tanti a cena. Altrimenti dove?
Bedroom - front view
Bedroom - side view 1
Bedroom - side view2
Ma stanno male, decisamente. Anche perchè uno sgabello è un piano d'appoggio, e per me i piani d'apoggio sono molto pericolosi: chiamano immediatamente scatole o sacchetti che ci si appoggiano sopra (effettivamente è il loro lavoro, no? se non ci si appoggiasse sopra niente che piani d'appoggio sarebbero?) Uffa.
Allora ho studiato. Metro alla mano, sito dell'IKEA aperto. E via con le idee.
Visto che probabilmente recupererò da mia sorella uno scaffale Billy, che con qualche piccola modifica entra alla perfezione nella nicchia del calorifero (e di spazio per i libri non ce n'è mai a sufficienza a casa mia), si poneva il problema dei cesti.
Risolto così: due scaffali Kallax, uno alto e uno basso messi uno sopra l'altro, nei quali i cesti entrano giusti giusti come cassetti. Contenendo il disordine visivo.

Giro all'Ikea, acquisto dei mobili e in un'ora scarsa li ho montati.
.... fase 1: acquisto...
...fase 2: controllo montaggio....

... fase 3: verifica stabilità strutturale...
... fase 4: job done!
Tutto un altro effetto, no? Ora gli sgabelli stanno dietro alla tenda e non sono più in vista. Lo scaffale si accorda al legno dell'armadio e i cesti riprendono il tocco vimini.  Qualche particolare un po' esotico infatti lo volevo. Non mobili perchè avevo paura di stancarmi. E continuo a preferire lo stile semplice e lineare.  Però.... quando ho visto questo pannello intagliato proveniente dall'Indonesia ho capito che era la testata perfetta per il mio letto (la foto non rende giustizia, soprattutto al contrasto tra il legno scuro e la parete verde salvia).


Progettino economico, facile e veloce. La parte più complicata è stato il trasporto del pacco - decisamente pesante -!

A presto con un progetto "medium"!

Valentina